Per la strada e per la pista

Come già fatto in passato con altri modelli, nella prima la metà degli Anni ’60 la Lancia incarica Zagato di realizzare una nuova versione della Fulvia con un’aerodinamica carrozzeria in alluminio. Nasce così la Fulvia Sport Zagato, disegnata da Ercole #Spada e realizzata nelle officine della carrozzeria milanese a Terrazzano di Rho, che viene presentata nel 1965 ed omologata a luglio 1966. La Sport ha la stessa meccanica della Coupè (tranne il rapporto al ponte), ma, grazie alla migliore aerodinamica, è in grado di raggiungere una più elevata velocità di massima. A causa pero della maggiore delicatezza della monoscocca su cui poggia la carrozzeria in alluminio e delle caratteristiche generali più adatte all’impiego in pista non viene mai impiegata nei rally.

Come evidenziato nel corso di un recente evento tenutosi presso il Centro Culturale Franzoni Auto Divisione Classic di Brescia, più che in base all’evoluzione tecnica (che seguì passo passo quella delle coupé), si possono distinguere le varie “serie” della Zagato tramite l’uso dei materiali utilizzati per la carrozzeria. Ad esempio, tra il 1965 ed il 1967 la vetturaadotta una carrozzeria integralmente in Peraluman per poi passare nei tre anni seguenti all’acciaio, ma con cofano, porte e sportello del vano della ruota di scorta in Peraluman. Il portellone è sempre stato in acciaio su tutte le versioni. L’evoluzione della meccanica segue quella delle Coupé tranne per la motorizzazione 1.300.

A fine 1969, Lancia aveva in progetto una Fulvia Sport 1,6 ovvero una vettura con carrozzeria prima serie, con porte e cofano in peralluman, e meccanica derivata dalla Rallye 1,6 HF. Le condizioni economiche sfavorevoli, l’ingresso di FIAT che impose una decisa razionalizzazione dei progetti, portarono alla trasformazione del progetto motorizzandolo con il motore 1,3S accoppiato al cambio a 5 marce. Questa versione è conosciuta colloquialmente come Fulvia Sport 1,3S serie uno e mezzo ed è la prima Fulvia seconda serie con cambio a 5 marce ad ottenere l’omologazione IGM.

A fine 1970 la carrozzeria, leggermente ridisegnata da #Mittino, diviene integralmente in acciaio e perde parti mobili in Peraluman, in modo da aggiornare funzionalmente il corpo vettura, alzando il padiglione ed allargando i parafanghi di modo da poter ospitare pneumatici maggiorati. Il cofano motore, che sulle serie precedenti era, in modo inconsueto, incernierato sul fianco destro, fu inoltre incernierato sull’anteriore, come volevano le regole di sicurezza dell’epoca. La produzione cessò nel 1972, dopo che la Zagato aveva assemblato 6.183 esemplari.

Nonostante fossero destinate all’attività sportiva, le Competizioneavevano motorizzazioni di serie (motori 818.302 e 818.303) non in allestimento HF. Solo sulla Sport 1600fu utilizzata la motorizzazione (HF seconda serie). Nel 1969 Maglioli e Pinto, a bordo di una Fulvia prototipo si piazzarono undicesimi assoluti e primi della classe prototipi alla 24 Ore di Daytona e primi di classe alla successiva 12 Ore di Sebring.

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