Nel nome della 24 Ore della Florida

Sarà per il fatto che per una ventina d’anni ha rischiato di restare l’ultima Ferrari a motore anteriore, sarà per il soprannome “Daytona” attribuitole per celebrare la leggendaria tripletta conquistata dal Cavallino Rampante alla 24 Ore della Florida, ma la 365/GTB4, presentata al Salone di Parigi nell’Autunno 1968, è qualcosa di più che una riuscita visitazione della 275 GTB/4 di cui ereditava peraltro il 12 cilindri a V di 60 gradi con 4 assi a camme in testa portato a 4.390 cc.

La linea elegante e raffinata, disegnata da Leonardo #Fioravanti per la #Pininfarina e realizzata da #Scaglietti, non aveva la grinta e la sportività del modello che l’aveva preceduta, ma da qualche parte c’era ancora lo “spirito” della gloriosa GTO visto che per tre anni consecutivi ha vinto la categoria alla 24 Ore di Le Mans, ottenendo anche un quinto posto assoluto.

Il motore V12, alimentato da 6 carburatori a doppio corpo, erogava 352 CV, sufficienti a spingere la Daytona a 280 km/h. Era montato in posizione anteriore longitudinale ed abbinato ad un cambio manuale a 5 rapporti al retrotreno in blocco con il differenziale autobloccante (transaxle). Le sospensioni ricalcavano lo schema della 275 GTB/4, che al posteriore aveva abbandonato il superato schema assale rigido per adottare una nuova geometria a ruote indipendenti con quadrilateri sovrapposti. L’inedito telaio a traliccio centrale era rivestito da una carrozzeria con porte e cofani in alluminio. Nel 1971 per adeguarsi alla normativa statunitense fu eliminata la fascia in plexiglas trasparente che raccordava i proiettori anteriori che divennero a scomparsa.

Nel frattempo, al Salone di Parigi del 1969, Pininfarina aveva esposto una speciale versione della Daytona con carrozzeria apparentemente “tipo targa” che in realtà era una ”faux-cabriolet” ovvero di una finta vettura scoperta caratterizzata da un vistoso roll-bar in alluminio satinato e dalla capote ricoperta da tela vinilica. Questo prototipo era però anche l’espressione dell’interesse del mercato americano per una versione spider della Daytona che in effetti fece la sua apparizione di qualche mese dopo come 365 GTS/4.

La coupé uscì di listino nel 1973, rimpiazzata dalla 365 GT4 BB, mentre la spider rimase in produzione ancora un anno. In tutto furono costruite 1.350 Daytona GTB/4 (411 con fari in plexiglass) e 122 Daytona GTS/4, incluso il prototipo. Di queste 96 furono destinate al mercato nordamericano e furono realizzate con specifiche nordamericane e solo 25 (più il prototipo) con specifiche europee (7 con guida a destra per il mercato Inglese).

Un cenno particolare merita la Daytona Competizione. Pur non essendo stata concepita in funzione di un impiego sportivo, alla luce del quinto posto assoluto (primo tra le granturismo) ottenuto alla 24 Ore di Le Mans del 1971 da una vettura allestita dalla #NART (North American Racing Team) e pilotata da Bob Grossmann e Luigi Chinetti Jr., la Casa di Maranello decise di realizzarne 15 esemplari speciali suddivisi in tre serie da 5 vetture costruite tra il 1971 e il 1973.

Elaborate nel motore ed alleggerite nella carrozzeria, le Daytona Competizione ottennero la vittoria di classe nelle edizioni 1972, 1973 e 1974 della 24 Ore di Le Mans: in particolare 5 di queste vetture occuparono nel 1972 le prime 5 posizioni nella loro categoria, classificandosi dal quinto al nono posto assoluto. Oltre a queste 15 vetture “ufficiali” esistono comunque molte altre Daytona elaborate per le competizioni da scuderie private.

Codice Classificazione BRD – ©– Benchmark · Reference · Descriptor –

Ferrari Daytona :  BRD · C4 · H4 · IC24 · V4          @68PAR

Una chiave di lettura storica del modello.

  • Classe temporale (C): C4 – Patrimonio storico
  • Stato storico (H): H4 – Patrimonio storico fondativo
  • Indice collezionistico (IC): 24/25
  • Traiettoria di interesse (V): V4 – Alta e stabile nel tempo
  • Prima presentazione ufficiale: Salone di Parigi, 1968

La classificazione BRD della Ferrari Daytona identifica un modello di riferimento assoluto: apice della tradizione granturismo a motore anteriore e punto di chiusura di una stagione tecnica e culturale irripetibile. Link Scheda Daytona

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