Il primo SUV di Opel compie 20 anni. Potenti motori a benzina e turbodiesel. Pratiche soluzioni per il trasporto come Flex-Fix.
All’inizio degli Anni 2000 Opel decise di uscire dal mercato dei fuoristrada duri e puri che tante soddisfazioni le aveva dato nel decennio precedente con le prime generazioni di Frontera con telaio a longheroni d’acciaio (285.000 esemplari venduti) e spostarsi nel segmento dei più confortevoli SUV e crossover con carrozzeria portante dove è tuttora presente con Grandland ed un Frontera completamente rivisitato.
Prese così il via il progetto Antara, un veicolo a 5 porte/5 posti completamente nuovo che avrebbe puntato su un comportamento su strada analogo a quello di un’autovettura, su una grande abitabilità abbinata a contenute dimensioni esterne, su innovative soluzioni per il trasporto come il porta-biciclette integrato Flex-Fix, su una grande funzionalità e sulla posizione di guida rialzata. Presentato venti anni fa, al Salone di Parigi del 2006, Opel Antara si sarebbe rivelato un 4×4 assolutamente adatto all’utilizzo quotidiano ed al tempo libero, confermando i consenti raccolti un anno prima a Salone di Francoforte dal prototipo crossover Antara GTC.

Avanzate soluzioni tecniche
Opel Antara era disponibile con 4 propulsori differenti, tutti a 4 valvole per cilindro e tutti montati trasversalmente all’interno del vano motore: un 3.200-V6 a benzina da 227 CV (167 kW), due 2.000 turbodiesel common-rail da 150 CV (110 kW) e da 127 CV (93 kW), un 4 cilindri in linea di 2.400 cc da 140 CV (103 kW). L’aspetto tecnologicamente più rilevante era però trazione integrale intelligente che univa i tipici vantaggi della trazione anteriore (stabilità della trazione in fase di accelerazione, consumi e rumorosità contenuti) a quelli delle quattro ruote motrici permanenti. In tutte le situazioni un differenziale elettroidraulico a gestione elettronica garantiva una ripartizione ottimale della coppia motrice tra asse anteriore e posteriore.
Le componenti meccaniche erano completamente integrate da sistemi ABS ed ESPPlus, mentre il controllo della frenata in curva (CBC) e della marcia in discesa (DCS) e la protezione attiva anti-ribaltamento (ARP) contribuivano a migliorare il controllo della vettura e la sicurezza attiva.

Porta-biciclette posteriore Flex-Fix
Con il suo abitacolo spazioso, i molti vani porta-oggetti e le molteplici pratiche soluzioni adottate, Opel Antara trasmetteva la sensazione di una vita informale e spensierata. Un grande senso di spaziosità era dato inoltre dalla posizione di guida dominante e dalle ampie superfici vetrate. L’abitacolo non sembrava grande; eppure, dati alla mano, i suoi occupanti hanno molto spazio a disposizione: i 933 mm per le gambe dei passeggeri posteriori rappresentano il massimo per una vettura di questo segmento.
Il bagagliaio aveva una capacità di 370 litri fino al ripiano copri-bagagli. Tale capacità sarebbe potuta arrivare facilmente ad 865 litri ripiegando in avanti lo schienale del divanetto posteriore e fino a 1.420 litri riempiendo la vettura fino al soffitto. Lo schienale dei sedili posteriori poteva essere ripiegato in due sezioni di diversa larghezza (60:40). Ripiegando anche il sedile del passeggero anteriore (soluzioni disponibile a richiesta a partire dai primi mesi del 2007), era possibile trasportare all’interno della vettura oggetti lunghi fino a 2,63 metri.
Da Primavera 2007 sarebbe stato poi disponibile anche il porta-biciclette posteriore integrato Flex-Fix che s’imponeva per la sua imbattibile funzionalità e che poteva sparire dalla vista restando praticamente invisibile sotto al paraurti posteriore da dove avrebbe potuto essere estratto per trasportare fino a due biciclette contemporaneamente.
