Attore e pilota, Steve McQueen ha vissuto sempre al massimo, tra cinema e motori. La sua passione per la velocità lo ha reso una leggenda.
Steve McQueen non era solo un attore. Era un’icona. Bello, ribelle, amante del rischio, con una passione sfrenata per la velocità. Il cinema lo ha reso immortale, ma il rombo dei motori era la sua vera colonna sonora.
Nato il 24 Marzo 1930, McQueen ha scritto il suo mito tra Hollywood e le piste da corsa. Non si accontentava di interpretare i piloti sullo schermo: correva davvero, sfidava il destino, spingendo ogni mezzo al limite. Nel 1970, partecipò alla 12 Ore di Sebring insieme a Peter Revson su una Porsche 908/02, nonostante avesse un piede ingessato a causa di un incidente motociclistico. Il duo conquistò il primo posto nella loro categoria e si classificò secondo assoluto, arrivando a soli 23 secondi dai vincitori Mario Andretti, Nino Vaccarella e Ignazio Giunti su Ferrari 512 S.
La sua vita fu un’accelerazione continua, fino all’ultimo. Morì a soli 50 anni, il 7 Novembre 1980, ma non su una pista, bensì su un letto d’ospedale in Messico, cercando una cura disperata per il cancro. Eppure, il destino volle che il suo ultimo viaggio terreno fosse proprio su una Porsche: una 911 Turbo nera, con cui arrivò alla clinica per l’operazione.
Steve McQueen sapeva che la vita vera era nel movimento, nella sfida, nell’adrenalina della corsa. Il resto? Solo attesa.
