Un’elegante coupè 2+2 disegnata da Bertone con motore Alfa Romeo V8 (derivato da quello impiegato dalla 33 nelle gare internazionali). All’inizio degli Anni ’70 la Montreal aveva tutto quello che serviva per conquistare l’attenzione degli appassionati.
Concepita nel 1966 su indicazione di Giuseppe #Luraghi, all’epoca presidente dell’Alfa Romeo, dall’ufficio tecnico guidato da Orazio #Satta Puliga e da Giuseppe #Busso con la collazione della Bertone per lo studio della carrozzeria e degli interni, l’Alfa Romeo Montreal avrebbe dovuto essere esposta in occasione dell’esposizione universale in programma l’anno seguente nell’ambito delle celebrazioni per il centenario della Federazione Canadese.
4 in linea o V8 ?
Inizialmente, secondo le disposizioni di Luraghi, il prototipo avrebbe dovuto essere in grado di accogliere sia il 4 cilindri bialbero della Giulia, sia il 2.000-V8 della Tipo 33, all’epoca in fase di sperimentazione, ma alla fine si optò per il per il secondo. La cosa comportò un ritardo nella presentazione e Bertone, che si avvaleva della matita di Marcello #Gandini, fu in aperto contrasto con l’Alfa Romeo che gli commissionò una modifica della rastrematura del parabrezza e un innalzamento del cofano motore che permettesse la collocazione del V8.
Tre anni dopo, nel 1970, al Salone di Ginevra fu presentata la versione definitiva le cui consegne iniziarono nei primi mesi del 1971 al prezzo di 5.700.000 Lire.
Pur derivando dal V8 che equipaggiava la Tipo 33 da corsa, il motore fu oggetto di importanti modifiche per renderlo più docile ed adatto all’uso stradale. La cilindrata definitiva divenne di 2.593 cc, la disposizione delle manovelle dell’albero motore passo a 90 gradi anziché a 180; i pistoni persero il cielo convesso tipico della vettura sport e diversa era la fasatura, come pure l’iniezione meccanica, ora SPICA (anziché Lucas), derivata dalle vetture a 4 cilindri esportate Oltreoceano. Ad esso fu abbinato a un cambio manuale 5 marce ZF invertito. Le prestazioni erano di prim’ordine: 200 CV a 6.500 giri/minuto con 24 kgm di coppia a 4,750 giri/muto e 224 km/h di velocità massima.

Da guidare al limite
Il risultato era tutt’altro che disprezzabile, anzi, ma alla prova dei fatti la Montreal soffriva di un marcato rollio in curva. Ciò consentiva però di apprezzare l’approssimarsi dei limiti di tenuta e comunque non inficiava l’efficacia nel seguire la traiettoria impostata. L’impianto frenante, a dischi autoventilanti di produzione Girling, sulle quattro le ruote, forniva un rendimento in linea con le GT dell’epoca, sebbene non fosse un punto forte della Montreal.
La Montreal non ebbe il successo sperato dall’Alfa Romeo in quanto la produzione in serie fu pesantemente ostacolata dalla contemporanea crisi del petrolio che limitò le vendite dell’autovettura, estendendone la produzione fino al 1977. Relativamente pochi esemplari furono costruiti 3.925 dei quali solo 50 immatricolate nell’ultimo biennio di vita.
La Montreal del Museo Fratelli Cozzi al decennale di #FORUMAutoMotive
Uno dei pochi esemplari superstiti della Montreal, oggi appartenente al Museo Fratelli Cozzi di Legnano, è stato portato a metà Ottobre 2025 a #FORUMAutoMotive (movimento di opinione che si batte per una mobilità libera da pregiudizi e ideologie e basata sul buon senso e la realtà dei fatti). «È ormai una tradizione della manifestazione ospitare un veicolo che ha fatto la storia, a sottolineare l’importanza di mantenere sempre salde le radici della passione e il DNA dei marchi. Ringrazio Elisabetta #Cozzi, presidente del museo per aver destinato al nostro evento, affinché tutti la possano ammirare, la stupenda Alfa Romeo Montreal, modello con alle spalle una storia unica ed al quale hanno lavorato personaggi incredibili. Insomma, ancora una volta c’è l’orgoglio italiano in vetrina. E in questo periodo ce n’è tanto bisogno», ha commentato Pierluigi Bonora, promotore di #FORUMAutoMotive.
