Festa della FIAT 1100

47 vetture a Sarcedo per la 22esima edizione.

La quattrocentesca dimora di Villa Ca’ Dotta di Sarcedo (Vicenza) ha ospitato la ventiduesima edizione della Festa della FIAT 1100, tradizionale incontro annuale dei proprietari di FIAT 1100 e derivate prodotte dal 1937 al 1969. L’organizzatore, Fabio #Urasini ha radunato 47 vetture e 100 partecipanti provenienti non solo dal Veneto, ma anche dal Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Alto Adige e Toscana.

Il risultato è stato una interessante panoramica della produzione, iniziata FIAT  508C “Nuova Balilla 1100“, uscita nel Giugno del 1937, la cui evoluzione stilistica, presentata alla fine del 1939 e subito ribattezzata popolarmente “musone”, fu la prima vettura della marca torinese a fregiarsi della denominazione FIAT 1100. Il soprannome “musone” derivava dall’imponente calandra spartivento (in uso anche sulla FIAT 2800) che la differenziava esteriormente dalla prima versione, poi anche definita “musetto” per retroformazione. Nell’immediato Dopoguerra, la 1100, lievemente modificata, assunse la designazione di 1100 B, (presente uno splendido esemplare nella classica livrea blu scura).

Affascinanti fuoriserie e validi mezzi da lavoro

Le 1100 hanno avuto la capacità di essere vetture fuoriserie e mezzi da lavoro. Al centro dell’attenzione e particolarmente apprezzata e fotografata, una 1100 B Cabriolet 4 posti del 1948, una delle numerate versioni, che Il reparto Carrozzerie Speciali del Lingotto produsse, tra il 1947 ed il 1949. Poi, alla fine dell’Estate del 1949, uscì la 1100 E caratterizzata esteriormente dall’adozione di un vano posizionato nella coda, destinato all’alloggiamento della ruota di scorta. Anche di questa versione ve ne erano vari esemplari con in aggiunta la versioni ELR, destinata al trasporto merci.

Molti nostri genitori e/o nonni (per i più giovani) hanno fatto scuola guida, con le 1100 E Musone. La E rimase a listino fino alla primavera del 1953 quando nacque la 1100-103. Il motore particolarmente robusto ed affidabile (un 4 cilindri 1,089 cc. da 36 CV, le prestazioni elevate rispetto alla cilindrata (110 km/h e consumi relativamente limitati), la buona abitabilità’ interna, la versatilità di impiego ed il prezzo “ragionevole”, assicurarono un ottimo successo di vendite alla 1100, che diventò subito per antonomasia “la vettura media” dell’automobilista italiano.

Ampia la panoramica presente di versioni sportive come la TV (Turismo Veloce), la 103 E Industriale (preziosa risorsa dei nostri artigiani), la 103 E e , la successiva 103D. Poi, la versione più raffinata della evoluzione del 103 D, la 103 H Lusso (soprannominata “coda di rondine” per il profilo laterale terminante con un logo). Da segnalare la presenza della 103 H Lusso appartenuta a S.E. Mons. Albino Luciani, nel periodo in cui il futuro Papa Giovanni Paolo I, ricopriva la carica di vescovo di Vittorio Veneto.

Il tutto ci porta agli Anni ’60 ove per ridurre i prezzi vengono unificate le versioni con la nascita della Export, presente in un bel blu pavone e la Special che viene sostituita dalla 1100 D nell’autunno del 1962.

La 1100 R confermò il successo di tutta la gamma

Infine, il canto del cigno con la 1100 R che,dal 1966 al 1969, si fece apprezzare (340.000 esemplari) segno della longevità di un progetto che continuava ad avere i suoi estimatori. Quest’anno la 1100 R festeggia 60 anni ed è stata premiata con il manuale ricambi di questa, procurato da Alessandro Bassan. Premio che è stato attribuito ad un Fiat 1100 R Familiare del 1968, vettura e proprietario che partecipavano a questo evento per la prima volta.

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