Ha festeggiato da poco 90 anni la Peugeot 601 Eclipse, prima cabrio-coupè della storia dell’automobile.
Quando, alla fine del 1996, Mercedes presentò la nuova SLK (R170) come la prima automobile di serie con tetto metallico reclinabile, alla Peugeot storsero il naso e fecero sommessamente presente che una trentina di anni prima, nell’Autunno del 1934, la Casa del Leone aveva esposto al Salone di Parigi una cabrio-coupè, la 601 Eclipse. (sebbene il tetto rigido monoblocco richiedesse un’estremità posteriore più lunga).
Si era negli Anni Trenta. La Grande Guerra era alle spalle. Erano gli anni del jazz, del cinema, dei divi dello spettacolo, dei campioni del volante. Niente di strano se l’idea di realizzare un’automobile di questo genere venisse ad un dentista francese di nome Georges Paulin che per concretizzarla si appoggiò all’amico carrozziere Marcel Pourtour. Insieme i due svilupparono e brevettarono un meccanismo a pantografo denominato Eclipsable (forse pensando alle eclissi di Sole) che, grazie ad un sistema di leveraggi opportunamente bilanciati, permetteva di nascondere l’intero tetto rigido all’interno del baule posteriore. Uno spettacolo di ingegneria che permetteva di trasformare completamente nel giro di pochi secondi l’aspetto della vettura.
Per realizzare il loro progetto, nell’Estate del 1934 i due si rivolsero ad Emil Darl’mat, all’epoca maggiore concessionario parigino della Casa del Leone che senza pensarci troppo mise a loro disposizione uno dei primi esemplari della berlina Peugeot 601, presentata pochi mesi prima una vettura che non stava riscuotendo grande successo (sarebbe uscita di produzione a Luglio dell’anno seguente), probabilmente perché il piccolo il 6 cilindri in linea tipo TA di 2.148 cc con cambio “synchromesh” faticava a portare a spasso gli oltre mille chilogrammi (da 1.178 kg a 1.429 kg, a seconda della versione) di questa vettura alto-di-gamma.
La Peugeot 601 rispecchiava peraltro come poche altre le più recenti tendenze stilistiche dell’epoca. Negli Anni Trenta infatti le automobili tendevano ad assumere forme sempre più aerodinamiche. Se. solo a pochi anni, prima strette ruote a raggi e componenti meccaniche in vista potevano essere considerate una normalità nel terzo decennio del Novecento si cominciarono a vedere in circolazione automobili con forme lisce e sinuose, frontali e code più rifiniti. Nel caso di Peugeot una particolare espressione di questa tendenza era rappresentata dai fari anteriori posizionati in basso ai lati della calandra.
Incoraggiata dalla buona accoglienza del pubblico nei confronti di un’automobile così originale e innovativa, nel 1935 la Casa del Leone inserì una versione Eclipse anche nella gamma della nuova Peugeot 402 (equipaggiata con i 4 cilindri tipo TH di 2,0 litri).
Questo genere di vetture sarebbe tornato alla ribalta alla fine del secolo con le versioni CC (Cabrio Coupè) delle Peugeot 206, 207, 308, così come la Opel Tigra TwinTop ed ovviamente la Mercedes SLK.
