Nel 1963-1964 le competizioni per vetture derivate dalla serie avevano registrato l’inattesa superiorità della #Alfa Romeo Giulia TI Super, nel #Challenge Europeo Turismo così come nelle varie serie nazionali. Ciò aveva spinto alcuni costruttori a schierare versioni concepite per l’impiego agonistico di automobili derivate dalla produzione di serie.
Per contrastare l’offensiva di BMC, BMW, Ford, la Casa milanese decise di sottoporre il problema alla neonata #Autodelta, la società diretta da Carlo Chiti che si era occupata già della Giulia Ti Super. Per ovviare ai problemi di peso ed eccessivo sottosterzo di quest’ultima, Chiti propose realizzare un nuovo modello sulla base della Giulia Sprint GT potenziandone la meccanica ed alleggerendola il più possibile, ma mantenendone pressoché invariata la linea.
Chiti si era infatti accorto che, nonostante la carrozzeria a 2 porte della Sprint GT facesse pensare ad una vettura di categoria Gran Turismo, il regolamento tecnico della categoria non faceva riferimento al numero di porte per ottenere l’omologazione come Turismo Gruppo 2, ma a misure minime dei 4 posti a sedere. I sedili posteriori della Sprint GT non erano però abbastanza “accoglienti”. Per aggirare l’ostacolo, sarebbe bastato eliminare “ufficialmente” i sedili posteriori imbottiti nelle vetture di serie sostituendoli con una panchetta di plastica, abbastanza sottile da recuperare i centimetri mancanti, per poi fornire i sedili imbottiti come optional.

Gran Turismo Alleggerita
La prima versione della #GTA (Gran Turismo Alleggerita) fu presentata il 18 Febbraio 1965 al Salone di Amsterdam e prodotta fino al 1967 (ma rimase a listino fino al 1969). Esteticamente non si differenziava molto dalla Sprint GT ma pesava solo 745 kg, ben 200 kg in meno dei 950 della coupè da cui derivava. Questo perché i pannelli esterni (tetto, parafanghi, porte e cofani) della carrozzeria erano stati realizzati in Peraluman 25, una lega di alluminio e magnesio al 5,6% con manganese, rame e zinco, e rivettati alla struttura portante in acciaio della Sprint GT spogliata anche dell’antirombo. Questi rivetti sono ben visibili all’interno dei passaruota e nei gocciolatoi.
Sempre per abbassare il peso, le maniglie furono sostituite con leggeri “archetti” metallici con serratura a pulsante. Sul frontale furono aperte 2 prese d’aria supplementari, mentre la griglia fu sostituita con una più leggera. I cristalli laterali e il lunotto posteriore furono realizzati in plexiglas.
All’interno fu montato il volante Hellebore con corona in legno della Giulia TZ, mentre le ruote furono realizzate in magnesio dalla Campagnolo. Inoltre per alleggerirla ulteriormente coppa dell’olio maggiorata, campana della frizione e scatola del differenziale autobloccante ZF furono fusi in elektron.
Motore riprogettato
Il motore, a fronte di pochi cavalli guadagnati sulla versione stradale, era stato riprogettato per poter reggere le elaborazioni ed i successivi aumenti di potenza necessari per prevalere in pista. Il 1.600 bialbero fu dotato di bielle e pistoni speciali e testata a doppia accensione con valvole maggiorate inclinate tra loro a V di 80°; quelle di aspirazione e scarico passarono rispettivamente da 35 e 31 mm a 40,5 e 36,5 mm. L’alimentazione fu affidata a 2 carburatori doppio corpo Weber 45 DCOE di maggiori dimensioni (45 mm di diametro anziché 40) e ad una pompa della benzina elettrica. La versione stradale erogava 115 CV ed era in grado di raggiungere una velocità massima dichiarata di oltre 185 km/h. Il prezzo era di 2.995.000 Lire più IGE del 4%. Sulle versioni preparate per le competizioni dall’Autodelta con scarico laterale poteva raggiungere la potenza di 160-170 CV e pesavano 45 kg in meno grazie all’eliminazione di paraurti, sedili e altre minuterie.
Grande protagonista nelle competizioni

Il suo esordio nelle competizioni fu nel 1965 alla cronoscalata #Trento-Bondone dove conquistò la vittoria di categoria, per poi vincere lo stesso anno la Coupe des Alpes. Dopo le prime gare i piloti evidenziarono la tendenza della GTA ad “alzare” in curva la ruota posteriore interna perdendo trazione in uscita dalle curve. L’ingegner Chiti risolse il problema con l’adozione del cosiddetto “Slittone”, un dispositivo meccanico applicato alla sospensione posteriore che consentiva di abbassare il centro di rollio; da allora le GTA da corsa dotate di questo dispositivo “alzavano” la ruota anteriore interna, consentendo un’ottimale trazione in uscita.
Nel 1966 la GTA vinse con Andrea de Adamich il Challenge Europeo Turismo e poi la Mitropa Rally Cup. Nel 1969 bissò il successo nell’Europeo Turismo con Spartaco Dini. Ma questi sono i successi più importanti di una carriera agonistica e lunga e costellata di vittorie.
