Breve storia del tergicristallo
L’idea del tergicristallo nasce all’inizio del Novecento grazie all’imprenditrice americana Mary Anderson. Nel 1902 durante un viaggio in tram a New York n notò come il conducente fosse costretto a sporgersi dal finestrino per pulire manualmente la neve e la pioggia dal parabrezza. Tornata a casa, progettò un braccio meccanico con una lama di gomma che poteva essere azionato manualmente dall’interno del veicolo tramite una leva. Nel 1903 ottenne il brevetto numero 743.801, ma l’industria automobilistica dell’epoca non colse subito il potenziale dell’invenzione.
La prima volta su una Cadillac
Il tergicristallo rimase un’idea poco considerata finché, nel 1913, la Bosch non iniziò a sviluppare un sistema simile in Europa. La prima auto a montare un tergicristallo di serie fu la Cadillac Type 57 del 1922, che introduceva un meccanismo automatico azionato dalla depressione che si creava nel collettore di aspirazione del motore. Infatti, quando il motore è in funzione, ogni ciclo di aspirazione crea una zona di bassa pressione che serve a richiamare la miscela aria-carburante nei cilindri. Il tergicristallo era collegato al collettore di aspirazione tramite un tubo flessibile e funzionava grazie a un piccolo motore a membrana che veniva attivato proprio da questa depressione.
Aveva però un grande limite: la velocità del tergicristallo diminuiva quando si accelerava, perché nel collettore si riduceva la depressione, rendendo il sistema poco affidabile in situazioni critiche. Questo significava che rallentava o si fermava proprio quando serviva di più, ad esempio nei sorpassi o in situazione di guida veloce sotto la pioggia.
L’evoluzione

Nel corso del tempo, i tergicristalli hanno subito numerose innovazioni. Negli Anni Venti e Trenta furono introdotti i primi sistemi elettrici che risolsero i problemi dei tergicristalli a depressione. Negli Anni Cinquanta vennero migliorati i materiali delle gomme per aumentarne l’efficienza, mentre negli Anni Sessanta nacque il tergicristallo intermittente, grazie all’intuizione di Robert Kearns. Negli Anni Novanta arrivarono i primi tergicristalli automatici con sensori di pioggia e oggi esistono modelli aerodinamici, riscaldati e adattivi per una maggiore visibilità
Una spazzola tergicristallo può compiere tra 500.000 e 1.500.000 battute prima di dover essere sostituita. Ogni battuta è in grado di rimuovere circa 1-2 litri di acqua dal parabrezza, a seconda della velocità, della pressione e della grandezza della spazzola.
Alternative
Negli anni alcune aziende hanno cercato di sostituire il tergicristallo con nuove tecnologie. McLaren ha sperimentato un sistema a ultrasuoni, basato su onde sonore ad alta frequenza per allontanare l’acqua senza contatto fisico. Alcuni produttori hanno studiato rivestimenti idrofobici, capaci di far scivolare via l’acqua senza bisogno di spazzole, mentre altri hanno testato getti d’aria ad alta pressione per soffiare via le gocce dal parabrezza. Nonostante queste alternative, il tergicristallo tradizionale rimane ancora oggi il metodo più efficace e diffuso per garantire la visibilità in condizioni di pioggia e neve.
