Ad una Giulia la prima targa con lettere

Applicata 60 anni fa nell’Aprile 1965, ad Giulia Berlina.

Esattamente sessanta anni fa, il 7 Aprile 1965, un’Alfa Romeo Giulia Berlina fu la prima automobile immatricolata in Italia con una targa costiiuita da lettere. La targa fu applicata alla presenza di Giuseppe Luraghi, all’epoca presidente della Casa milanese. In produzione per 15 anni, dal 1962 al 1977, l’Alfa Romeo Giulia (Tipo 105) fu realizzata complessivamente in circa 1 milione di esemplari nelle differenti versioni (572.646 nella sola berlina a tre volumi), risultando ancora oggi una delle Alfa Romeo vendute nel maggior numero di esemplari.

Nata all’inizio degli Anni Sessanta con compito di sostituire la Giulietta, ne riprendeva lo schema meccanico di base. Il 4 cilindri bialbero di scuola aeronautica era interamente in alluminio. Rispetto a quello della sua progenitrice era presente, oltre all’incremento di cilindrata da 1290 cc a 1570 cc l’importante innovazione delle valvole di scarico raffreddate al sodio, le valvole erano cave, e la cavità conteneva granuli di sodio, che trasportavano il calore dal fungo verso lo stelo).

Le sospensioni anteriori avevano uno schema particolarmente sportivo a quadrilateri sovrapposti, mentre il retrotreno utilizzando il classico ponte rigido, fu reso più efficace spostando gli attacchi di molle ed ammortizzatori dai semiassi ai bracci longitudinali, mantenendo la scatola del differenziale in alluminio ed evolvendo il disegno del braccio superiore di controllo dello scuotimento laterale.

Il cambio aveva 5 marce, mentre i freni. Inizialmente a tamburo furono successivamente sostituiti con 4 dischi Dunlop (ATE dal 1967). Nel 1970 altre modifiche meccaniche, le più sostanziali sono la pedaliera ora infulcrata superiormente ed il freno a mano, la cui leva viene spostata da sotto la plancia, di fianco al piantone dello sterzo, alla più convenzionale leva sul tunnel centrale in mezzo ai sedili anteriori.

Giulia, l’ha disegnata il vento

Se la meccanica era d’avanguardia (a parte alcune soluzioni della primissima serie, come il comando del cambio al volante oppure a cloche, a richiesta), anche la scocca a deformazione differenziata con cellula abitativa rigida e la linea della carrozzeria erano allora molto moderne. Grazie alla coda tronca, alle incavature laterali alla base della linea di cintura ed al muso basso e sfuggente, la Giulia aveva un coefficiente di penetrazione aerodinamica particolarmente basso per l’epoca e la categoria (Cx 0,34) grazie all’uso, durante la sua progettazione, della galleria del vento. Famoso a tale proposito lo slogan “Giulia, l’ha disegnata il vento“.

La vettura avrebbe dovuto essere lanciata in concomitanza con l’inaugurazione del nuovo stabilimento di Arese, alle porte di Milano, ma a causa di continui ritardi nella consegna dello stesso, i primi esemplari di Giulia (assemblati nel 1962), furono realizzati allo storico impianto del Portello distante una quindicina di chilometri. Per un paio di anni, si ebbe poi una fase di transizione nel corso della quale le scocche erano prodotte ad Arese e meccanica al Portello.

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