Nel 2025 ricorre il settantesimo anniversario dall’introduzione del correttore di frenata o ripartitore della frenata. Un dispositivo pensato per rendere la frenata più sicura e stabile distribuendo in modo corretto la forza frenante tra asse anteriore e posteriore.
A parità di coefficiente di aderenza e di velocità, l’efficacia della frenata dipende dal peso aderente, cioè dal carico che grava sulle ruote. Quando si frena, il peso del veicolo tende a spostarsi in avanti, riducendo l’aderenza delle ruote posteriori. Per capirci meglio, quando siamo in autobus, in piedi, se il conducente frena bruscamente ci sembra di essere spinti in avanti: il corpo tende per inerzia a mantenere il movimento in avanti. Nel caso di un veicolo, se il posteriore si alleggerisce troppo, la probabilità di bloccaggio delle ruote e di sbandata aumenta, creando situazioni di squilibrio dinamico.
Una metafora semplice per capire questo principio è quella di una bicicletta con un carrello attaccato dietro: se si frena solo con la ruota anteriore, la bici si blocca in fretta, ma il carrello la spinge in avanti, per inerzia, sbilanciandola. Se invece si frena solo con la ruota posteriore, la bici fatica a fermarsi perché il peso è ormai concentrato sull’anteriore e la ruota posteriore rischia così di slittare.

70 anni di sviluppo
Per ovviare a questo rischio, nel 1955, la Citroën DS fu la prima a montare un sistema in grado di modulare la pressione sui freni posteriori in base alle condizioni di marcia. Negli anni successivi, la Lancia Fulvia (1963) affinò la ripartizione per adattarla alla sua particolare architettura a trazione anteriore, e la BMW 2002 (1968) adottò soluzioni analoghe, perfezionando l’idea di bilanciare la frenata per evitare sbandate o spazi d’arresto troppo lunghi.
Con l’avvento dell’elettronica, il correttore meccanico è stato progressivamente sostituito dall’EBD (Electronic Brakeforce Distribution), un sistema che usa sensori per ripartire la forza frenante in tempo reale in base a carico e aderenza. Le prime applicazioni arrivarono verso la fine degli Anni ’80, come sulla Toyota Crown, mentre in Europa divenne comune a partire dagli anni ’90, con modelli come l’Alfa Romeo 156 (1997).
Se il correttore (o ripartitore) e l’EBD hanno risolto gran parte dei problemi legati al bloccaggio delle ruote posteriori, il passo successivo è stato l’ABS, che impedisce il bloccaggio di tutte le ruote.
