Da 50 anni al centro dell’attenzione dei progettisti

Dai sedili posteriori ripiegabili in avanti della Rover 3500 alla parte posteriore dell’abitacolo della Opel Meriva.

Quando, alla fine del 1975, cominciarono a circolare le prime immagini della futura #Rover 3500 (nome in codice SD1 ovvero Specialist Division 1), i clienti più tradizionalisti gridarono allo scandalo. La moderna carrozzeria a due volumi disegnata David Bache era un autentico strappo con il passato. “E poi quel portellone posteriore! E’ una Rover, mica una station wagon!”. Il tempo diede invece ragione alla Casa inglese, che proprio con questo modello ottenne uno dei più meritati premi Auto dell’Anno per l’equilibrata eleganza della linea e per i molti contenuti innovativi.

Tra questi passa inevitabilmente in secondo piano il sedile posteriore che non è solo ripiegabile in avanti come già su alcune vetture dell’epoca (un altro punto di contatto con le station wagon, orrore!), ma per la prima volta era diviso in due parti per aumentare la flessibilità dell’abitacolo cui possono accedere comodamente 3 persone ed una maggiore quantità di bagagli. Niente a che vedere con il divanetto posteriore asportabile della quasi contemporanea #Panda Personal.

Frazionabili in due larghezze diverse

Era l’inizio di una rivoluzione. L’intuizione dei progettisti inglesi si fece subito apprezzare per la sua innegabile praticità, contribuendo al successo della SD1 (oltre 95.000 esemplari prodotti fino al 1987) e poiché, si sa, l’appetito viene mangiando, quando, nel 1981, la #Austin – che all’epoca apparteneva allo stesso gruppo industriale della Rover – presenta l nuova #Metro fece un altro passo avanti. I sedili posteriori erano ancora frazionati in due sezioni, ma queste avevano larghezze differenti (60:40) per poter privilegiare, a seconda delle esigenze del momento, il trasporto di 2 persone oppure di una sola ma con una maggiore quantità di bagagli. Su questa strada si allinearono ben presto tutti i maggiori costruttori e, anche se qualcuno propose frazionamenti alternativi (40:20:40), la soluzione introdotta con la Metro risulta alla resa dei conti la più apprezzata dalla clientela.

Sedili posteriori estraibili e riconfigurabili

Negli anni seguenti la crescente diffusione delle #monovolume suggerì ad alcuni costruttori di proporre su queste vetture i sedili posteriori estraibili (ovvero facilmente staccabili dall’interno della vettura) che dovevano però poi essere riposti da qualche parte. Chi però non disponeva per farlo di un garage privato o di una soffitta, si trovava così con il problema di dover sistemare 2 o 3 sedili in giro per casa ed incorrere in probabili quanto spiacevoli discussioni familiari.

Per ovviare a questo problema, quando, nel 1999, la #Opel lanciò la prima versione della #Zafira, la dotò subito dell’ingegnoso sistema #Flex7 che permetteva di fare letteralmente scomparire nel bagagliaio i 2 sedili della terza fila che in questo modo restavano sempre disponibili a bordo della vettura.

La Casa di Ruesselsheim non intendeva però fermarsi qui e, solo quattro anni dopo, presentando la monovolume compatta #Meriva, introdusse il sistema #FlexSpace che permetteva invece di trasformare rapidamente il normale abitacolo a 2+3 posti in uno più spazioso a 4. Per farlo, bastava ribaltare la sezione centrale e quindi accostare ed arretrare le due esterne. Se invece occorreva maggiore spazio per trasportare cose, le poltroncine esterne potevano essere fatte scorrere in avanti, anche separatamente, ripiegate ed abbassate fino a farle scomparire nel pavimento. Non si può dire davvero che pubblicità dell’epoca (“100% flessibilità”) non fosse veritiera.

Written by 

Post correlati

Commenta post