Nel 1925 la Casa francese vinceva la quarta edizione della gara del Principato.
Oggi è impensabile soltanto immaginare una grande berlina di lusso sul gradino più alto del Rallye di Montecarlo. Così non era un secolo fa quando una Renault 40 CV si aggiudicò la quarta edizione della gara del Principato, in programma dal 15 al 21 Gennaio 1925, cui presero parte 55 concorrenti.
Il regolamento era molto diverso da quello attuale. In sintesi, possiamo dire quell’anno era stato introdotto un particolare meccanismo a punti in base al quale più il punto di partenza era lontano da Monaco, più precisamente era rispettata la velocità prescritta e più persone erano a bordo, maggiore era la probabilità di successo. Il produttore di carburatori François Repusseau lo studio attentamente le normative, prese la sua auto più potente (una Renault 40 CV con un passo di quasi 4 metri ed un motore 9.121 cc) e partì verso l’Africa. A Tunisi, la moglie ed altri cinque famigliari presero posto sulla vettura per raggiungere Monaco passando per Orano, Tangeri, Gibilterra, San Sebastian.
Arrivati a destinazione non restava che affrontare il percorso comune nei dintorni di Monaco e… tagliare il traguardo! Renault coglieva così la sua prima delle sue 6 vittorie assolute al Rallye Montecarlo. La seconda sarebbe arrivata 33 anni dopo quando, nel 1958, con una vettura completamente diversa – una piccola Dauphine – Jacques Feret e Guy Monraisse si aggiudicarono la 27esima edizione del rally.
Le Renault 40 CV
Prodotte dal 1911 al 1928, le Renault 40 CV non possono essere considerate una vettura specifica, bensì una ventina di modelli accomunati principalmente dal fatto di rappresentare il vertice di gamma della Renault durante il secondo ed il terzo decennio del XX Secolo. I vari modelli si sono susseguiti a ritmo spesso frenetico, arrivando a sostituirsi a vicenda a volte anche a distanza di meno di un anno di produzione l’uno dall’altro. A volte gli aggiornamenti da un modello a quello che ne costituiva la naturale evoluzione erano quasi impercettibili. Era un periodo della storia dell’automobile completamente diverso rispetto a quello attuale.
