50 anni fa la Coppa Renault debuttava al circuito del Mugello.
Cinquanta anni, il 23 Marzo 1975, al circuito del Mugello, la Coppa Renault debuttava in Italia con il passaggio alla R5 1300 LS (opportunamente modificata con apposito kit di preparazione). Quella prima stagione italiana, vissuta sul duello tra “Baronio” e Gianfranco Ricci, vide tra i protagonisti Romeo Galmozzi, “Camaleo”, Massimo Nardelli, Bruno Ripani.
Contemporaneamente nasceva anche un nuovo modo di approcciarsi alle competizioni amatoriali. Personale di Renault Italia era presente ad ogni gara per assistere i concorrenti in tutte le operazioni preliminari. Nel paddock c’erano mezzi dedicati per la vendita di ricambi a prezzi scontati e per la fornitura e il montaggio dei pneumatici Dunlop.
A scombinare le carte agli organizzatori furono però proprio i piloti. Alla “prima italiana” al circuito Mugello erano stati invitati giornalisti del settore e non, tutti ospitati con stile e signorilità come nelle tradizioni delle Relazioni Pubbliche dell’azienda. Anche in pista il giorno della gara era tutto a puntino. Purtroppo fu trascurato un aspetto fondamentale come l’agonismo dei piloti, alcuni dei quali all’arrivo si azzuffarono creando imbarazzo al padrone di casa.

In Francia, in Italia e non solo
La serie di correva anche in Austria, Belgio, Germania, Gran Bretagna, Olanda, oltre che ovviamente in Francia. Sull’onda del successo riscosso, i responsabili sportivi delle varie filiali europee decisero di organizzare una serie di “incontri internazionali” dove si sarebbero affrontati i migliori piloti della Coppa nelle classifiche nazionali. Quali migliori occasioni se non in concomitanza con i gran premi di Formula 1? Nasceva così l’abbozzo di quello che nel 1976 sarebbe diventato un vero e proprio campionato europeo.
Qualche anno dopo un periodo niente male, “radio box” raccontava di espedienti per andare più forte. Si parlava in particolare del serbatoio per il tergicristallo che invece del liquido detergente conteneva un additivo ovvero un “cicchetto” per il motore, azionabile dal pulsante sul cruscotto… Un trattamento particolare era riservato anche ai pneumatici con una sorta di “cottura” da fare il Sabato notte prima della gara. Meglio tralasciare come veniva effettuata…
Uno degli aspetti più attraenti della Coppa Renault era il premio finale, una monoposto di Formula Renault. Di fatto, considerando il target della categoria, piloti maturi, specialisti delle vetture a ruote coperte, gentlemen driver, non tutti i vincitori ne hanno usufruito. “Baronio” ha fatto qualche tentativo nel 1976 con la monoposto Martini, per poi tornare alla sua specialità preferita.
