Nella Primavera del 1955 veniva presentata al pubblico la Mercedes 190 SL.
Sulla scia dell’immediato successo della Mercedes “Ali di gabbiano”, nel 1952, la direzione della Mercedes – incoraggiata da Max Hoffman, all’epica importatore negli Stati Uniti della Casa della Stella – decise di mettere in cantiere una nuova automobile che, riallacciandosi all’immagine sportiva della 300 SL, montasse un motore più piccolo e meno potente e risultasse più accessibile per un pubblico più ampio. Partì così il progetto W121BII destinato ad identificare una roadster di fascia medio-alta commercializzata come Mercedes 190 SL. Per contenere i costi si partì dal pianale della berlina 180 (W120) da poco a listino, debitamente rinforzato ed irrigidito dal tunnel centrale e da vari elementi scatolati longitudinalmente e trasversali, con passo, ridotto 2,65 a 2,4 metri.
Un motore tutto nuovo
Nuovo fu invece il motore, un 4 cilindri in linea di 1.897 cc da 106 CV (72 kW). Questo motore, denominato M121, derivava dal 3 litri utilizzato per la 300SL, ma aveva dimensioni interne leggermente superquadre anziché a corsa lunga con valvole e albero a camme in testa, 2 carburatori doppio corpo Solex in grado di sopportare elevati regimi di rotazione. Il gruppo motore-cambio era montato su un telaio ausiliario tramite 3 punti ammortizzati da grossi tamponi in gomma. Si otteneva così un sistema indipendente ed isolato acusticamente dalla scocca in modo da privilegiare il comfort di marcia e indicava chiaramente il desiderio dei progettisti di produrre una vettura da turismo sportivo che permettesse di percorrere le rilevanti distanze su strada abbastanza velocemente senza affaticare guidatore e passeggero.

Due prototipi negli USA
All’inizio del 1954 due prototipi della nuova Mercedes 190 SL furono inviati a New York per essere esposti al salone dell’automobile di Febbraio (uno proseguì poi per Los Angeles). Negli USA raccolsero ampi consensi e convinsero Max Hoffmann a sollecitarne la produzione in serie in Germania, impegnandosi ad acquistarne 200 al mese, una volta che la linea fosse ritoccata in modo che la nuova vettura assomigliasse maggiormente alla più grande ed esclusiva 300SL, baffi sui parafanghi compresi. Per la cronaca, uno dei due prototipi era una roadster stile da gara con un singolo piccolo parabrezza per il guidatore, porte a profilo ribassato e senza cristalli. L’altro era invece una vera e propria roadster da turismo che prefigurava quasi del tutto il modello definitivo.
Le strutture produttive necessarie furono pronte soltanto un anno dopo e nel Marzo 1955, la Mercedes 190SL fu presentata al Salone di Ginevra in veste definitiva, molto diversa dai due prototipi “americani”: era di linea più signorile e meno aggressiva, il cofano era meno spiovente sulla calandra, il paraurti anteriore era più avvolgente e non era diviso in due parti, i caratteristici baffi stile 300 SL spuntarono anche sui passaruota posteriori (l’anno prima a New York erano assenti) e sparì anche la presa d’aria sul cofano. Inoltre la leva del cambio, prima al volante, fu posizionata sul pavimento. A Maggio la produzione era finalmente avviata.

Pochi mesi dopo, al Salone di Francoforte di quello stesso 1955, la roadster fu affiancata da una versione coupé che in realtà era una decappottabile con tetto rigido asportabile in lega d’alluminio in sostituzione della capote di tela e per i profili cromati sui baffi. Era anche possibile ottenere la roadster in versione alleggerita, una trasformazione sportiva simile al più spartano dei due prototipi roadster originari, con porte in alluminio, lunetta di plexiglas sul parabrezza e senza cristalli laterali (17 esemplari prodotti, uno dei quali dovrebbe aver partecipato alla Mille Miglia).
La Mercedes 190 fu prodotta fino alla Primavera del 1962 in 25.881 esemplari.
