La Spider secondo Renault

Circa 2.000 esemplari prodotti per la strada e per la pista.

Una trentina di anni fa (dal 1996 al 1999) Renault costruì circa 2.000 esemplari di una piccola spider con motore posteriore di 2,0 litri. La storia di questa vettura era iniziata nella prima metà degli Anni Novanta quando i vertici della Casa francese decisero di realizzare una sportiva senza compromessi utilizzabile su strada così come nelle competizioni. Per consentire il raggiungimento di elevate prestazioni, la vettura doveva essere molto leggera, avere carrozzeria spider a 2 posti secchi e non prevedere alcun dispositivo per il comfort.

Al Salone di Ginevra del 1995 fu presentato così presentato il prototipo X94 per il quale si faceva largo uso di componentistica in alluminio per la rigidità del telaio e per l’utilizzo di porte apribili a compasso. Una particolarità era rappresentata dal parabrezza asportabile che consentiva un ulteriore alleggerimento della vettura. Un anno dopo, nella Primavera 1996, fu presentata e messa in vendita la versione definitiva con il nome di Spider (secondo indiscrezioni, la Casa francese voleva che il nome venisse pronunciato alla francese, “spidér”, e non all’inglese, “spaider”).

Sviluppata in collaborazione con la Renault Sport di Dieppe (ex-sede dell’Alpine-Renault), la Spider era disponibile in due versioni: con parabrezza o senza. In quest’ultimo caso era presente solo un frangivento. Nella versione con parabrezza era disponibile a richiesta una capote in tela, mentre per la versione con frangivento era possibile avere invece un tonneau cover. La carrozzeria era composta essenzialmente da tre pannelli in plastica per i cofani anteriore e posteriore ed il corpo principale. Altre caratteristiche erano il frontale a fari carenati senza il minimo accenno di calandra, i fari posteriori tondi e sdoppiati, il roll-bar dietro ai sedili e le prese d’aria lungo le fiancate, per il raffreddamento del motore.

Quest’ultimo, sistemato in posizione posteriore-centrale (con trazione posteriore), altro non era che il 4 cilindri da 1.998 cc – utilizzato per la Clio 2.0 16V Williams e la Mégane Coach 2.0 16V – da 147 CV (110 kW) a 6.000 giri/minuto con una coppia motrice di 185 Nm a 4.500 giri/minuto. Il telaio era una struttura in leghe leggere e montava sospensioni a doppi triangoli sovrapposti con barra antirollio. Con tali caratteristiche, e grazie a un peso di 965 kg che scendeva a 930 kg senza parabrezza, la Spider era accreditata di una velocità massima di 215 km/h, con uno scatto da 0 a 100 km/h in 6.9 secondi. Per le competizioni più estreme, però, tale motore fu profondamente rivisto e portato a ben 300 CV (224 kW) a 6.250 giri/minuto. In questo modo la velocità massima saliva a punte dell’ordine di circa 260 km/h, con uno scatto da 0 a 100 km/h coperto in soli 4.3 secondi. Le versioni puramente da gara erano anche prive del sedile passeggero.

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