Gastone Brilli Peri vince il Gran Premio d’Italia conquistando il titolo iridato per sé e per la Casa milanese.
Cento anni fa, il 6 Settembre 1925, l’autodromo di Monza ospitò un’importante competizione automobilistica. La quinta edizione del Gran Premio d’Italia era infatti valida come prova unica – caso unico nella storia dell’automobilismo sportivo – per l’assegnazione del titolo di pilota campione del mondo e come quarta prova ed ultima prova del primo Campionato del Mondo Costruttori. La gara ebbe luogo sulla distanza di 80 consueto tracciato di 10 chilometri (formato dalla combinazione della pista Stradale senza le varianti e dell’Anello di Alta Velocità) per un totale di 800 chilometri
Per gli appassionati era l’occasione per vedere in azione le Alfa Romeo P2 dominatrici delle gare europee opposte alle americane Duesemberg protagoniste ad Indianapolis. Bugatti, Chiribiri, Diatto, Eldridge, Guyot completavano lo schieramento di 16 vetture, ma erano solo comprimari. La supremazia delle Duesemberg durò appena 3 giri fino a quando cioè Sasha Kreis “si ribaltò senza farsi male” alle curve di Lesmo, come annunciò lo speaker della gara.

Vinse così il conte Gastone Brilli Peri con l’Alfa Romeo P2 alla media di 152,596 km/h che precedette il compagno di squadra Giuseppe Campari ed altri sei concorrenti. L’Alfa Romeo P2 progettata da Vittorio Jano si confermava così la vettura da battere, Nasceva così la leggenda sportiva dell’Alfa Romeo che conquistava il primo dei suoi 5 campionati del mondo, una storia gloriosa che è durata per decenni. Alle vetture americane rimase la consolazione del giro più veloce a 166,105 km/h. Dietro alle due Alfa Romeo si classificarono Bartolomeo Costantini su Bugatti Type 39, Tommy Milton su Duesemberg 122, Pete De Paolo su Alfa Romeo P2.
