Ad oltre 320 km/h sulla Firenze-Mare !

90 anni fa Tazio Nuvolari stabiliva al volante della Alfa Romeo Bimotore una serie di record di velocità nel tratto dell’autostrada Firenze-Mare che va da Lucca ad Altopascio.

I cronometri parlano chiaro: andava ad oltre 320 km/h sul tratto dell’autostrada Firenze-Mare compreso tra da Lucca ed Altopascio. E non solo non gli hanno fatto una multa salata, ma si sono anche complimentati con lui! Novanta anni fa, il 15 Giugno 1935, #Tazio Nuvolari al volante dell’#Alfa Romeo Bimotore stabiliva così i record mondiali della classe B (da 5.001 a 8.000 cc) sul chilometro e sul miglio lanciato (per l’occasione l’autostrada era stata ovviamente chiusa al traffico n.d.r.).

Tutto era iniziato all’inizio dell’anno quando #Luigi Bazzi sottopose ad #Enzo Ferrari la sua idea per battere nei gran premi dove le Alfa Romeo P3 con more di 2,9 litri da sì e no 290 CV si confrontavano con Auto Union e Mercedes che utilizzavano motori di oltre 5.000 cc da oltre 400 CV. A prima vista la soluzione era semplice: montare due 8 cilindri ed ottenere 5.810 cc e 540 CV.

L’idea, a dire il vero, non era del tutto originale – qualche anno prima Bugatti e Maserati l’hanno già percorsa senza successo – ma negli Anni Trenta il regolamento tecnico delle automobili da Gran Premio (la Formula 1 attuale) non fissava un tetto massimo di cilindrata e consentiva la realizzazione del progetto. Prese corpo così la Bimotore, come fu subito soprannominata l’Alfa Romeo 16C. E siccome l’inizio della stagione sportiva era ormai alle porte, ci si lavorò sopra a tappe forzate, modificando un telaio della P3 sul quale andavano posizionati due motori, uno davanti ed uno dietro al pilota, accoppiati con un lungo albero, gestito da un unico cambio e da un’unica frizione. Il moto era poi trasmesso alle ruote posteriori mediante due alberi laterali.

Potente, pesante e poco maneggevole

Fino dalle prime prove però Tazio Nuvolari si rende subito conto delle difficoltà che presenta guidare quella “balena” di oltre 13 quintali di peso. Non dice nulla però: in quel momento tutte le speranze automobilistiche italiane sono concentrate su quella macchina. Proprio lui non può fare l’uccello del malaugurio. In rettilineo l’Alfa Bimotore va molto forte! Ma in curva è tutta un’altra cosa. Il responso dei primi gran premi parla chiaro e Nuvolari non ne può più e dice chiaramente a Ferrari che non avrebbe mai più guidato la Bimotore. Meglio la vecchia P3!

L’idea del record

Dopo tanto clamore il progetto non può però essere accantonato di punto in bianco senza qualche risultato di prestigio che lo giustifichi agli occhi dell’opinione pubblica. Salta così fuori l’idea del record di velocità, una prestazione che all’epoca ha grande risonanza. Si tratta di andare più forte di Hans Stuck che con l’Auto Union ha raggiunto i 317 km/h. Non è precisamente uno scherzo. Superare i 300 km/h è una cosa seria anche oggi. Figuriamoci 80 anni fa! A Nuvolari però l’idea piace e, fedele al motto “datemi un acceleratore ed io lo schiaccerò tutto!”, non ha nulla da obiettare. Record sia!

La Bimotore viene alleggerita di circa 250 kg (in fondo non deve fare molta strada), equipaggiata con speciali pneumatici Dunlop e portata sull’autostrada Firenze-Mare, il cui tratto Lucca-Altopascio è stato scelto come teatro della prova. Alle 6 del mattino del 15 Giugno 1935 l’atmosfera è elettrica. Il tentativo di record, inizialmente previsto per il giorno precedente, è stato rinviato a causa di un forte vento. Ed ora, a 24 ore di distanza, la situazione non è molto diversa. Alle 6.30 arriva Nuvolari con addosso una tuta bianca al posto della solita maglietta gialla ed un caschetto pure bianco.

Nuvolari fa due o tre passaggi, superando facilmente i 300 km/h e divertendosi un mondo. Poi comprende quanto la prova sia in realtà dura e snervante e che richieda un’attenzione di addirittura superiore a quella di una corsa normale. Non è facile controllare la vettura a quelle velocità ed il coraggio di Nuvolari ne riceve una conferma quando, poco dopo aver lasciato il punto di partenza, la Bimotore passa sotto un ponte ed uscendone si trova presa in un turbine di vento che la fa sbandare violentemente. Per circa 200 metri Nuvolari lotta per controllarla lasciando lunghe strisce nere sull’asfalto. Alla fine però il cronometro però parla a suo favore: 11 secondi e 50/100 sul chilometro lanciato pari a 321,428 km/h e 17 secondi e 98/100 sul miglio pari a 323,175 km/h. I record dei tedeschi sono battuti!

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