Ford batte Ferrari, per la prima volta

60 anni fa, in occasione della 2.000 Chilometri di Daytona, Ken Miles e Lloyd Ruby regalano alla Casa dell’Ovale Blu, la prima vittoria in una grande gara di durata.

Non è trascorso neppure anno dall’inizio della sfida Ferrari-Ford e la Casa dell’Ovale Blu conquista la prima vittoria in una grande gara di durata. Esattamente sessanta anni fa, il 28 Febbraio 1965, quando Ken Miles e Lloyd Ruby portano al successo nella 2.000 Chilometri di Daytona, la nuova Ford GT40 Mk I (numero di gara 73 – telaio GT-103)

 nella nuova colorazione blu scuro con le strisce bianche. Certo, non ci sono le Ferrari ufficiali, ma solo quelle dei clienti. Però la soddisfazione per l’impresa compiuta non manca. Anche perché la vettura gemella (numero 72 – telaio GT-104)) di Bob Bondurant e Richie Ginther si classifica al terzo posto. Passa giusto un mese e la solitaria GT40 Mk I (numero 11 – telaio GT-103) di Ken Miles e Bruce McLaren è seconda assoluta nella famosa edizione della 12 Ore di Sebring vinta a sorpresa dalla Chaparral, allora ancora semisconosciuta in Europa.

Cosa è cambiato nelle GT40 per renderle improvvisamente non solo competitive, ma soprattutto vincenti? Una grande industria come la Ford Motor Company approccia il problema in un modo che all’epoca piccoli costruttori, come ad esempio Ferrari, Jaguar, Lola, non solo non possono permettersi, ma neppure immaginare. Come del resto gli sportivi e gli appassionati dell’epoca. Ciò segna l’inizio di una nuova era per lo sviluppo delle automobili da corsa.

Tanto per fare un esempio Carroll Shelby si appoggia alla Aeronutronics di Newport Beach, in California, una consociata del gruppo Ford, ed insieme agli ingegneri Herb Karsch, Loyle Baltz e Bob Pons porta una GT40 sul circuito californiano di Riverside. Qui la superficie della carrozzeria viene ricoperta di fili di lana che con il loro andamento sull’automobile in movimento indicano i flussi dell’aria che sono a loro volta fotografati con alcune Polaroid opportunamente posizionate. La vettura viene inoltre riempita di strumenti di vario genere per misurare la pressione nei condotti, le temperature, i movimenti delle sospensioni. I risultati raccolti rivelano che, quando la vettura viaggia sul filo dei 300 km/h, il complesso sistema di condotti assorbe 76 CV. Decisamente troppi. E’ urgente intervenire.

Il serbatoio anteriore dell’olio-motore viene eliminato a favore di un sistema di lubrificazione a carter secco in modo da ampliare la presa d’aria, alleggerendo al tempo stesso la vettura. La presa d’aria davanti al parabrezza viene eliminata, mentre quelle poste dietro alle porte sono allargate per migliorare il flusso dell’aria verso i freni posteriori e l’alimentazione del motore. E questa è solo la punta dell’iceberg di una lunga serie di piccoli e grandi interventi che di fatto trasformano profondamente la GT40.

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