Nell’Estate 1966 il lancio della terza generazione della Opel Rekord, completamente ridisegnata. Prima pel a raggiungere cifre di produzione superiori al milione di unità.
La Opel Rekord-C debuttò nell’Agosto 1966. Fin dall’inizio, si distingueva per la sua ampia gamma di versioni: berlina a 2 e 4 porte nelle versioni standard e di lusso, oltre che come station wagon a 3 e 5 porte. Inoltre, c’era la versione van e, qualche mese dopo fu lanciata la stella della nuova gamma, la coupé fastback. Sotto il cofano, motori monoalbero CIH a 4uattro e 6 cilindri alimentavano la Opel Rekord C. La gamma comprendeva 8 motori, con potenze da 58 CV (43 kW) a 106 CV (78 kW con cilindrate che variavano da 1,5 litri a 2,2 litri. «La chiave di questa straordinaria ampiezza di scelta» disse allora la direzione di Opel «è un unico motivo: soddisfare i desideri individuali di tutti, dall’acquirente attento al budget al cliente molto esigente».
Freni a disco anteriori e molle elicoidali posteriori
Anche le versioni d’ingresso avevano caratteristiche innovative ed elementi di sicurezza che all’epoca erano tutt’altro che comuni. Tra questi vi era il telaio moderno: davanti, la larghezza della carreggiata fu aumentata da 1.325 a 1.400 millimetri, mentre un miglioramento dello smorzamento delle sospensioni aumentò sia il comfort di guida che la sicurezza. I cambiamenti più significativi, tuttavia, si trovarono sul posteriore. Le balestre non erano più utilizzate sull’asse posteriore; invece entrarono in gioco molle elicoidali, così come i doppi bracci oscillanti e una barra Panhard. Questo rese la Rekord-C la prima vettura passeggeri Opel a presentare molle elicoidali sull’asse posteriore. Le barre antirollio, che erano standard davanti, erano opzionali sul posteriore.
Nel frattempo, la Opel Rekord stabilì ulteriori parametri di riferimento: fu l’unica vettura della sua categoria in cui tutte le versioni erano dotate di un sistema frenante a doppio circuito e di un servofreno di serie che facilitava una rapida decelerazione del veicolo. Oltre all’aumento della lunghezza e larghezza degli interni, caratteristiche come il nuovo sistema di riscaldamento aumentarono il comfort dei passeggeri; Questo sistema permetteva di immettere “aria fresca non riscaldata o riscaldata, così come aria mista (aria fresca a temperatura controllata) nell’auto. Il flusso d’aria poi aspirava l’aria stantia interna attraverso le bocchette d’aria posteriori” come fu stato descritto. Un sistema altamente avanzato per il suo tempo.
Sogni che si avverano
Mentre il van e la station wagon garantivano che – come diceva la brochure pubblicitaria dell’epoca – “attrezzature ingombranti e persino mobili da giardino della nonna” potessero essere ospitati nell’ampio compartimento posteriore, il design degli altri modelli di carrozzeria puntava sul dinamismo.
La sportiva Opel Rekord Coupé, introdotta nella Primavera 1967, fu inizialmente il modello top di gamma della serie Rekord. Secondo i progettisti di Rüsselsheim, non si trattava “semplicemente di una Rekord berlina con il tetto posteriore inclinato, ma di un’auto sportiva ed elegante con un carattere tutto suo.” Poiché mancavano i secondi montanti del tetto si creò una sensazione di spaziosità. Con le sue linee inconfondibili, il “’design a bottiglia di Coca-Cola” tipico della Rekord enfatizzava ulteriormente l’aspetto dinamico della Coupé.
Nello stesso anno, Opel alzò ulteriormente l’asticella con la Rekord Sprint: già mostrando le sue credenziali sportive all’esterno con le strisce da rally e i fari ausiliari, il modello a due porte dimostrò esattamente di cosa era capace con il suo motore quattro cilindri da 1,9 litri da 106 CV (78 kW): accelerava da 0 a 100 km/h in 12.5 secondi, lasciando la maggior parte dei veicoli di quell’epoca alle spalle.

L’unica Rekord ancora più potente fu la “Vedova Nera” del 1968, che rimane leggendaria ancora oggi. Si trattava di una vettura da turismo speciale del Gruppo 5 basata sulla Opel Rekord 1900 S, costruita dal designer Opel appassionato di motorsport Anatol #Lapine e da alcuni suoi colleghi, senza che il Consiglio di Amministrazione di Opel ne fosse a conoscenza. Gli ingegneri misero a punto il 4 cilindri della vettura nera con 2 carburatori doppi per portarla a 180 CV (132 kW) – il doppio della potenza del modello di produzione. Inoltre, rinforzarono il gruppo motopropulsore ed ottimizzato il telaio. Già nella sua seconda partecipazione al 1968 al Hockenheimring, la vettura, con Erich #Bitter al volante, segnò il giro più veloce nonostante la forte concorrenza della Porsche.
Ma la Opel Rekord C fu utilizzata con grande efficacia anche nei rally, ad esempio dal top driver svedese Lille-Bror #Nasenius, che si classificò vicecampione europeo nella stagione 1967.

L’ampia gamma di modelli di produzione fu completata dall’esclusiva Opel Rekord Sport Cabriolet a 4 posti, costruita dal carrozziere Karl Deutsch di Colonia. Inoltre, la Rekord C servì anche da base per l’Opel Commodore A, che a partire dal 1967 innalzò ancora di più il livello delle berline sportive. La Opel Commodore colmava il divario tra la Rekord e i modelli di punta Opel Kapitän e Opel Admiral.
Rekord C fu prima Opel “milionaria”
Con il suo design, la versatilità e le tecnologie innovative, la Opel Rekord C fu una vera bestseller. Alla fine della produzione, nel Dicembre 1971, più di 1,25 milioni di Opel Rekord-C erano usciti dalla linea di produzione. La Rekord-C divenne il primo modello del marchio tedesco a superare il milione di unità e stabilì un nuovo record per i modelli di fascia media Opel.
Dalla fine degli Anni ’60 la Opel Rekord C divenne l’auto che, ancora oggi, simboleggia la libertà, l’amicizia e richiama molti ricordi. Die Toten Hosen gli hanno reso un omaggio speciale – due volte. Una Opel Rekord-C Caravan si poteva vedere sulla copertina del loro album di debutto, Opel Gang, pubblicato nel 1983. Quindi fu chiaro per il gruppo punk rock tedesco, ancora nel 2026 – 43 anni dopo – che lo stesso modello doveva semplicemente comparire sulla copertina del loro album di studio, Trink aus! Wir müssen gehen (Bevi! Dobbiamo andarcene).
