Marguerite Mareuse e Odette Siko conclusero la gara al settimo posto assoluto alternandosi alla guida di una Bugatti Tipo 40.
Se oggi parliamo di donne-pilota la mente corre subito alle Iron Dames – la belga Sarah Bovy, la danese Michelle Gatting, la svizzera Rahel Frey – che all’insegna del motto “Women driven by dreams” (donne guidate da sogni) hanno partecipato tra le molte altre cose alla 24 Ore di Le Mans del 2024, a bordo di una Lamborghini Huracán GT3 Evo2 color magenta come le tute da gara che le fanno spiccare nel paddock. Altre donne però le anno precedute alla “maratona della Sarthe”.
Ad aprire la strada furono 95 anni fa, nell’edizione del Giugno 1930, le allora quarantunenni francesi Marguerite #Mareuse ed Odette #Siko, al volante di una Bugatti Tipo 40, di proprietà della prima, con la quale conclusero la corsa al settimo posto assoluto. Originaria della regione Bordeaux, la Mareuse era una signora benestante con la passione per le corse automobilistiche che esprimeva gestendo una piccola squadra e, come abbiamo visto, correndo lei stessa.

Non a caso, negli Anni Trenta, la vediamo al via soprattutto dei gran premi che si correvano in Nord Africa come quelli di Tripoli, Cartagine, Oranie, ma anche in Francia come a Dieppe. Nel 1930, a Le Mans, arrivarono settime in classifica generale. Si ripresentarono l’anno seguente, ma furono squalificate a causa di una violazione del rifornimento.
