60 anni fa al Nurburgring la “kleine” Ferrari spiazzò tutti

Grande dimostrazione di forza della quasi debuttante Dino 166P in occasione della 1.000 Chilometri del 1965 sul circuito tedesco.

“Se mai una vettura ha entusiasmato il pubblico tedesco (che uno dei soliti luoghi comuni vuole freddo e distaccato) – scriveva Gianni Cancellieri nella cronaca della 1000 Chilometri del Nurburgring del 23 Maggio 1965 sull’allora ancora quindicinale Autosprintquesta è l’ultima nata di Maranello. Quella coccinella che si prendeva letteralmente gioco di aquile e falchi, quella millesei che infilzava allo spiedo fior di Cobra, Le Mans, GTB, GTO, Porsche, Iso e via dicendo costituiva uno spettacolo veramente entusiasmante”. E quando lo speacker si sentì in dovere di sottolineare che “la cilindrata della kleine Ferrari è di 1.600 cc, trecentomila bocche si spalancarono in nel più stupefatto degli Ach so?”.

Quel giorno la piccola Dino 166 P sfiorò un meritato podio a causa di un minuscolo frammento di gomma che andò bloccare l’alimentazione di un cilindro, costringendola ad una imprevista sosta al box che, racconta Cancellieri, “provocò un lungo Ohooo! di disappunto nella folla assiepata lungo il rettilineo di arrivo”. Lorenzo Bandini e Nino Vaccarella dovettero accontentarsi del quarto posto assoluto alle spalle di due Ferrari ufficiali e ad una Porsche con motore 2.000 a 8 cilindri. Ci sarebbero stati altri giorni gloria per la “kleine” Ferrari.

Il prototipo Dino 166 P (telaio 0834) con motore V6 a 65° di 1.593 cc da 175 CV rimase un esemplare unico. E’ la stessa vettura che la settimana precedente Bandini aveva portato al successo sul circuito di Vallelunga in occasione del Trofeo Esso e con cui nell’Estate 1965 Ludovico Scarfiotti vinse il Campionato Europeo della Montagna. L’anno seguente sarebbe entrata in produzione (una trentina di unità) la Dino 206 SP con motore V6 di 1.986 cc e 220 CV.

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