Destinata in origine all’esportazione, la Volvo P1900 Sport fu venduta essenzialmente in Svezia.
Settanta anni fa, nella Primavera del 1956, Volvo iniziava le consegne della P1900 Sport, una spider con carrozzeria in poliestere rinforzato con fibra di vetro che rappresentava qualcosa di assolutamente inedito per la Casa svedese. Il nome scelto per la nuova auto (Sport) era breve ed accattivante e si accompagnava ad un profilo della carrozzeria corto ed arrotondato completato da una grande griglia che ricordava una turbina. Il passo era di 20 centimetri più corto di quello della berlina PV 444 di cui la Sport condivideva gran parte della meccanica.
L’auto si basava su componenti standard, prevalentemente provenienti, come detto, dalla Volvo PV444, ma era costruita su un telaio tubolare separato. Il motore era una versione evoluta del 4 cilindri di 1.414 cc (doppio carburatore, asse a camme diverso, valvole di aspirazione più grandi, una maggiore compressione) che erogava 70 CV (52 kW). La velocità massima dichiarata era di 155 km/h.

Sull’onda della Corvette
La P1900 Sport era il prodotto dei numerosi viaggi esplorativi negli Stati Uniti fatti all’inizio degli Anni ’50 da Assar Gabrielsson, fondatore ed amministratore delegato della società, mirati ad apprendere il più possibile sul mercato prima di lanciare il marchio Volvo al di là dell’Atlantico. In particolare, si racconta che quando vide una Chevrolet Corvette C1, decise che Volvo dovesse costruire un’automobile simile. Chiese pertanto alla Glasspar (produttrice di barche) di Montecito (California) di progettare una scocca in fibra di vetro che poi sarebbe stata prodotta in Svezia. Gabrielsson era molto interessato a questo processo di lavorazione e voleva capire come questo materiale potesse essere utilizzato in Svezia. Inoltre si rese conto che negli Stati Uniti c’era un forte interesse nelle piccole auto sportive europee. Volvo avrebbe dovuto costruirne una!
Nel 1953 a Glasspar fu commissionato di disegnare una carrozzeria, produrre gli stampi, costruire il primo prototipo ed addestrare il personale di Volvo alla progettazione ed alla realizzazione delle carrozzerie in fibra di vetro. Una volta ritornati a Goteborg, gli ingegneri di Volvo furono incaricati di sviluppare un telaio adatto alla scocca in fibra di vetro. Il progetto procedeva rapidamente.
Per l’inizio del 1954, Glasspar aveva consegnato a Volvo il primo prototipo che si potesse guidare, sebbene fosse ben lungi dall’essere completamente sviluppato (mancava la capote, i finestrini laterali non si potevano abbassare). I prototipi furono molto criticati durante i test effettuati internamente: il telaio era poco solido, la plastica si incrinava, le porte non erano ben integrate nella carrozzeria e il cambio a tre rapporti era tutt’altro che sportivo.

Anteprima in aeroporto
Nondimeno per la presentazione che si tenne all’aeroporto di Torslanda (Svezia) erano già stati portati a termine altri due prototipi e Volvo era in grado di dimostrare quanto stesse prendendo seriamente il suo progetto di realizzazione di un’auto sportiva. Ai partecipanti fu detto che la commercializzazione dell’automobile sarebbe iniziata nel 1955 e che ne sarebbe stata prodotta una prima serie di 300 esemplari, tutti destinati all’esportazione. Subito dopo questa prima presentazione al pubblico, Volvo iniziò un tour per presentare le tre nuove auto a tutti i concessionari Volvo in Svezia.
In realtà, la richiesta del pubblico si rivelò bassa, come del resto la qualità costruttiva dell’auto. Gunnar Engellau, che aveva sostituito Gabrielsson nel 1956 che, quando ne guidò una durante un week-end di vacanza, ne fu talmente insoddisfatto che, la settimana successiva, ordinò che fosse tolta di produzione. Famosa fu la citazione: “Pensavo che si sarebbe potuta sfasciare!”. Tuttavia, l’auto non entrò in produzione e, dopo una grande quantità di problemi, la produzione fu interrotta nel 1957 dopo solo 68 esemplari prodotti in serie e 4-5 prototipi.
