Secondo Golf Index di AutoScout24, in Europa la Golf usata diventa più accessibile, ma con differenze tra i Paesi. In Italia, un’auto di due anni costa in media un quarto in meno (-25%) rispetto al nuovo.
Nel nostro Paese una VW Golf di seconda mano può costare circa 16.400 Euro (-8,1% sul 2023) contro i 19.912 Euro (-3,5%) della Germania. E’ quanto emerge da Golf Index 2024 di AutoScout 24. Per acquistarla gli italiani devono lavorare 9,6 mesi, più degli altri Paesi analizzati, ma in miglioramento rispetto al 2023 (-1,2 mensilità). Negli altri mercati, la situazione è più favorevole: Belgio 5,7 mensilità nette; Paesi Bassi 6; Austria 6,1 e Germania 8,7.
Correva il 1974 – ovvero poco più di mezzo secolo fa – quando Volkswagen Golf fu lanciata sul mercato e divenne una delle automobili di maggior successo a livello globale. Da allora ne sono state vendute ben 37 milioni di unità ed, ancora oggi, il modello si conferma tra i più ricercati sul mercato dell’usato e la sostenuta richiesta di esemplari nuovi di fabbrica si è tradotta inevitabilmente sul parco auto circolante.
Sul fronte dei prezzi, paradossalmente, una Golf usata è più cara proprio in Germania (19.912 Euro), mentre in Italia il prezzo medio si attesta a 16.406 Euro. La ragione risiede nella maggiore “giovinezza” del parco auto tedesco: quasi il 30% delle Golf in vendita ha meno di un anno, una quota fino a 6 volte superiore rispetto a Belgio e Italia. Ciò si traduce in veicoli di qualità superiore, ma anche in prezzi più elevati. In Italia, secondo i dati del Golf Index di AutoScout24, scegliere una Golf di due anni rispetto ad un modello nuovo permette di risparmiare circa un quarto del prezzo iniziale, puntando su un’auto ancora attuale per design e dotazioni.
Per AutoScout24 Golf Index sono stati analizzati i prezzi medi di offerta delle auto VW Golf nuove ed usate in Germania, Austria, Italia, Belgio e Paesi Bassi tra il 2017 e il 2024. I dati si basano sugli annunci pubblicati sul più grande mercato automobilistico paneuropeo. Per calcolare l’indice del potere d’acquisto sono stati utilizzati i redditi netti medi secondo Eurostat.
