Il “rallye dello scandalo“

Vittoria a tavolino della Citroen DS 21 al Rallye di Montecarlo 1996.

Sessanta anni fa, dal 14 al 22 Gennaio 1966, si corse un’edizione dall’esito piuttosto controverso del Rallye di Montecarlo, giunto all’epoca alla sua trentacinquesima rappresentazione. Quell’anno i 192 partecipanti partirono da 9 città – Atene, Bad Homburg Lisbona, Londra, Minsk, Oslo, Reims, Varsavia e dalla stessa Monte Carlo – per confluire della città rivierasca e partecipare così alla fase finale della competizione. Tra le molte vetture alla partenza c’erano Citroën DS e Saab 96, diverse Lancia Flavia, e soprattutto – grandi favorite della vigilia – le piccole Mini Cooper S (vincitrici delle due edizioni precedenti della competizione) ed alcune Ford Cortina Lotus.

La gara si svolse secondo le previsioni. La squadra BMC, guidata da Stuart Turner, dominò sia la tappa comune – un anello di 24 ore tra Monte Carlo e Chamonix – sia la tappa finale di qualificazione nelle Alpi Marittime. I finlandesi Mäkinen e Aaltonen si alternarono in testa, ben davanti a Hopkirk, che completò il podio nella terza Mini. Per suggellare il successo britannico a Monte Carlo, Roger Clark quarto con una Cortina

Squalifica e scandalo

A fine della gara però i commissari tecnici scoprirono che i fari delle Mini erano lampadine allo iodio con un solo filamento che emetteva gli abbaglianti. Quando venivano accesi gli anabbaglianti, i fari principali si spegnevano e si accendevano le luci ausiliarie situate sulla griglia. Secondo la legge francese, le lampadine a filamento singolo erano proibite ed i fari principali dovevano avere due filamenti sia per gli abbaglianti che per gli anabbaglianti. Per questo motivo, le tre Mini furono squalificate, insieme alla Ford Cortina di Roger Clark, ad altre due Ford guidate da Vic Elford e da Bengt Sorderstrom e ad altri tre partecipanti, tutti britannici. La vittoria fu così assegnata al finlandese Pauli Toivonen, in gara con una Citroën DS arrivato quinto davanti a Renè Trautmann

“Onore al merito comunque per la Citroen” scriveva all’epoca Carlo #Massagrande su #Autosprint. ”che ha conquistato un successo forse insperato, ma non per questo meno valido, meno significativo per la Casa ritornata per la prima volta ufficialmente alle corse”.

La rivincita delle Mini Cooper

Stuart Turner presentò un reclamo e vide motivazioni politiche dietro la squalifica delle sue auto. Sostenne che gli organizzatori non volevano vedere una squadra britannica vincere a Monte Carlo per la terza volta consecutiva e che i fari delle Mini erano quelli della vettura di serie e gli stessi utilizzati negli anni precedenti.

Dopo il risultato di Monte Carlo, il team Mini decise di non partecipare all’edizione del 1967, anche se alla fine vi partecipò ufficialmente ed ottenne la terza vittoria della squadra, come vendetta per quella che Turner considerava la loro ingiusta squalifica dell’anno precedente.

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