Al traguardo bagno di folla per i 100 equipaggi. Dopo 4 giorni di gara, 10 prove speciali e 3 circuiti (Misano, Imola, Mugello) cala il sipario su un’edizione palpitante ed avvincente della Modena Cento Ore.
Con il tradizionale arrivo in piazza Roma a Modena, accolto da un bagno di folla per i 100 equipaggi partecipanti, si è conclusa l’edizione 2026 della Modena Cento Ore ed è calato sulla “coast to coast” come è soprannominata la manifestazione per il suo itinerario che, partendo da Riccione sulla costa adriaticaha raggiunto Forte dei Marmi sull Mar Tirreno a Forte dei Marmi, prima di proseguire verso Modena per il traguardo finale.
La prima tappa, con partenza e arrivo a Riccione, ha attraversato la Repubblica di San Marino, San Leo, Pennabilli, il Passo della Cantoniera, Urbania e Urbino per concludersi al Misano World Circuit. La seconda tappa, da Riccione a Firenze, si è aperta all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola per poi spostarsi al Museo Checco Costa. Il percorso è poi proseguito attraverso l’Appennino, toccando Castel del Rio, Monte Faggiola e il Passo della Sambuca, fino all’arrivo delle vetture al Mugello. La Gala Soirée si è svolta nel cuore di Firenze, presso la Cattedrale dell’Immagine. La terza tappa, da Firenze a Forte dei Marmi, è iniziata al Mugello Circuit. Gli equipaggi hanno quindi attraversato Scarperia, Capannori, San Rocco e Isola Santa, nel cuore della Garfagnana, prima di raggiungere Forte dei Marmi, perla della Versilia. La giornata si è conclusa sul mare con il tradizionale Beach Party al Bambaissa Beach Club. La quarta e ultima tappa, da Forte dei Marmi a Modena, ha previsto 4 prove speciali ed il passaggio attraverso Massa, Passo del Vestito, Careggine, Vagli e Barga. Il percorso è poi proseguito verso Castelnuovo di Garfagnana, Passo delle Radici, Frassinoro e Sassuolo, fino all’arrivo finale in piazza Roma a Modena, dove si sono svolte le premiazioni. La serata conclusiva è stata ospitata nel Palazzo Ducale, sede dell’Accademia Militare di Modena.
Nella classifica Regularity, due Jaguar hanno conquistato il podio al termine di quattro giorni di confronto sul filo dei decimi tra i tre equipaggi premiati a Modena. Herman e Michel Foucart, su Jaguar XK120 del 1953, si sono classificati al primo posto, precedendo Pascal Deleuze e Laurent Gori, secondi su Renault Dauphine 1093 del 1963. Terza posizione per Mike e Carolyn Sheehan, su Jaguar E-Type del 1962.
Nella classifica Competition del raggruppamento D/E/F, riservata alle vetture costruite fino al 1965, si sono imposti Charlie e Olly Birkett su AC Shelby Cobra 289. Seconda posizione per Marcus Anderson e Nicola Arena, su Jaguar E-Type del 1962, mentre Kevin e Lee Jones hanno completato il podio su Ferrari 250 GT Berlinetta del 1962.
Nel raggruppamento Competition G/H/I, riservato alle vetture storiche costruite dal 1966 in poi, la vittoria è andata a Florian Feustel e Katrin Becker su Porsche 911 RSR del 1973. Al secondo posto Glenn e Conrad Janssens, su Ferrari 308 GTB “Michelotto”, seguiti da John Yates e Alexander Lee, terzi su Porsche 911 RS.
Accanto alle classifiche principali, la Modena Cento Ore assegna tradizionalmente anche l’Index of Performance, la graduatoria che tiene conto delle differenti epoche e caratteristiche delle vetture attraverso un coefficiente correttivo basato sull’età e sulle prestazioni. Il primo posto è stato conquistato da Timm Peter Meinrenken e Klaus Masuch su Alfa Romeo Giulia Sprint GTA, davanti ad Allan ed Evan Thom, secondi su Ford Lotus Cortina. Terza posizione per Gaby von Oppenheim e Claudia Hürtgen, anch’esse su Alfa Romeo Giulia Sprint GTA.
Tra i riconoscimenti assegnati la Ladies Cup è stata conquistata dall’equipaggio numero 30, composto da Gaby von Oppenheim e Claudia Hürtgen, su Alfa Romeo Giulia Sprint GTA del 1965. Il premio Mechanical Miracle è stato invece conferito al Team Raceline per essere riuscito a riportare in gara la vettura numero 49 dopo un’intera notte di lavoro al termine della terza tappa, durante la quale il team ha recuperato pezzi di ricambio anche in Svizzera. Per quanto riguarda le classifiche riservate ai team, la vittoria nella Competition è andata al Team Formula GT, mentre nella Regularity si è imposto il Team GTO Engineering.
«La Modena Cento Ore è una sfida davvero molto impegnativa» dice Luigi #Orlandini, presidente ed amministratore di Canossa, che organizza l’evento insieme a Scuderia Tricolore «ma ogni anno al momento dell’arrivo in piazza Roma vedo tutti gli equipaggi estremamente felici per l’esperienza portata a termine, a prescindere dalla classifica finale. Forse il segreto del successo di questo evento sta proprio qui: nella gioia di condividere insieme a tanti altri “gentlemen driver sia la passione per i motori e per la velocità, sia l’obiettivo di tagliare insieme il traguardo delle cento ore di gara, nella magnifica scenografia di Piazza Roma. Quest’anno poi le emozioni sono state amplificate dalla risposta del pubblico modenese, che ha letteralmente invaso il “paddock” che abbiamo creato davanti al Palazzo Ducale».
L’edizione 2026 della Modena Cento Ore è stata resa possibile anche grazie al contributo di RM Sotheby’s in qualità di Presenting Sponsor e di Goodwool e Revel X Milano in qualità di Business Partner.
